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lunedì 24 settembre 2012

Concorso scuola, ecco la bozza del bando

Ci siamo il concorso per accedere all'insegnamento sta prendendo forma. Il bando ufficiale, in uscita il 24 settembre, promette moltissime novità. Ricordiamo che è previsto un test pre-selettivo il quale consisterà in 50 domande da compilare in 50 minuti così suddivise: 15 di logica, 15 di comprensione del testo, 10 di informatica e 10 di lingua straniera. La prova scritta invece riguarderà le competenze disciplinari e per quanto riguarda la prova orale ci sarà la novità della simulazione di una lezione in aula.

Al concorso potranno partecipare:
- gli abilitati, siano essi iscritti o meno alle Graduatorie ad esaurimento;
- i laureati quadriennali entro il 2001/02, quinquennali entro il 2002/03 ed esaennali entro il 2003/04;
- i diplomati all'istituto magistrale entro il 2002 per la scuola primaria e dell'infanzia; 
- i geometri e periti industriali edili diplomati solo per la classe C430.
Si attendono conferme per diplomati (ISEF, Conservatori, Accademie).
Dovrebbero poter partecipare anche i candidati non in possesso dell'abilitazione, qualora non ci fosse un numero sufficiente di abilitati (3 volte i posti disponibili), ma anche questo aspetto non è stato ancora confermato.

venerdì 2 dicembre 2011

Tirocinio Formativo Attivo ( TFA) : definite le prove di accesso con un decreto


Alla fine ci siamo (quasi...)  il decreto è stato scritto.Il primo... quello che riguarda le prove di accesso,manca ancora quello che stabilirà il numero programmato di accesso... e tanto altro ancora.
I corsi sono relativi alle abilitazioni relative alle sole classi di concorso previste dal DM 39/98:potrà accedere solo chi è  in possesso dei titoli attualmente richiesti per l'insegnamento nella scuola secondaria.I requisiti richiesti devono essere posseduti entro la data di scadenza delle iscrizioni alle prove selettive fissata da un successivo provvedimento ministeriale.L'accesso ai corsi è a numero programmato che sarà stabilito con un successivo decreto.
La prova di accesso consiste in:
  1. un test preliminare predisposto dal Ministero;
  2. una prova scritta predisposta da ciascuna Università/Istituzione AFAM;
  3. una prova orale.
Il test preliminare è costituito da 60 quesiti con quattro opzioni di risposta (0,5 punti per ogni risposta esatta, nessuna penalizzazione per risposte errate od omesse). 10 quesiti sono destinati a verificare le competenze in lingua italiana, inclusa la comprensione di uno o più testi scritti. Gli altri quesiti sono finalizzati a verificare le conoscenze disciplinari relative alla classe di concorso. I riferimenti per i quesiti specifici sono i programmi dei concorsi del 1999 (DM 357/98), integrati dai successivi provvedimenti normativi.
Si accede alla prova scritta se si acquisisce un punteggio di almeno 21/30.
La prova scritta è stabilita dalle Università/Istituzioni AFAM per verificare le conoscenze per uno o più discipline previste nella classe di concorso, le capacità di analisi, interpretazione e argomentazione ed il corretto uso della lingua italiana. Sono previste particolari prove per gli insegnamenti linguistici ed eventuali prove pratiche in laboratorio per gli insegnamenti scientifici o tecnici. Si accede alla prova orale se si acquisisce un punteggio di almeno 21/30.
La prova orale è superata se il candidato riporta un voto non inferiore a 15/20. La prova è svolta tenendo conto delle specificità delle diverse classi di concorso. Nel caso di classi di concorso relative alla lingua straniera, la prova è svolta nella lingua straniera per cui si richiede l'accesso, nel caso di classi di abilitazione affidate al settore dell'AFAM la prova orale può essere sostituita da una prova pratica.
La graduatoria per l'accesso sarà redatta aggiungendo ai punteggi conseguiti nelle prove (se superate) quelli dei titoli e dei servizi indicati nell'allegato A al decreto.
È ammesso al tirocinio formativo attivo, secondo l'ordine della graduatoria, un numero di candidati non superiore al numero dei posti disponibili per l'accesso, indicato nel bando del Ministero.
Sono ammessi in soprannumero, senza dover sostenere alcuna prova, coloro i quali fossero risultati idonei e in posizione utile in graduatoria ai fini della ammissione ai corsi SSIS (anche ai fini del conseguimento di una seconda abilitazione) per la medesima classe di concorso.
Con il superamento dell'esame finale si consegue l'abilitazione per la classe di concorso. Tale abilitazione, a normativa vigente, consente l'inserimento nelle graduatorie di II fascia d'istituto e la possibilità di partecipare ai futuri concorsi, anche se esistono alcune deroghe per i vecchi laureati .

giovedì 17 novembre 2011

Tirocinio Formativo Attivo (TFA)


Che ne sarà di noi...
La notizia – se confermata – è di quelle che getterà nel panico le migliaia di precari che attendono con trepidazione l’avvio dei famosi TFA (Tirocino Formativi Attivi) per conseguire l’abilitazione all’insegnamento.
Si tratta – in realtà – di indiscrezioni, ma che se confermate vedrebbero un taglio netto ai numeri dei posti disponibili. Questi i numeri possibili: 2.487 posti da assegnare allaprimaria4.626 saranno gli aspiranti docenti che verranno formati per la secondaria di primo grado e per le superiori appena 5.659 posti: una cifra pari a meno il 30% di quella inizialmente indicata.
A questo punto si che anche il costo dei corsi potrebbe essere particolarmente alto.
Il Tirocinio Formativo Attivo (TFA), nel modo in cui verrà strutturato, sarà un vero e proprio inganno per tutti, così come è ingannevole il fatto stesso di annunciarlo continuamente senza poi riuscire a realizzarlo. Le sue conseguenze negative per il sistema scolastico si avvertiranno negli anni a venire mentre il disastroso impatto che avrà su tutti i docenti precari della scuola sarà imminente.
La situazione dell’accesso alla professione docente, già abbastanza ingarbugliato, sarà infatti arricchito da una nuova categoria di aspiranti. Si tratterà appunto del cospicuo numero di nuovi abilitati che, però, non avranno diritto al posto di lavoro, poiché il TFA è pensato solo per la formazione. 
Non si sa, infatti,  neanche in quale graduatoria questi dovranno essere inseriti, in quanto non esiste attualmente un canale di reclutamento definito per legge.
Avremo così un’altra categoria o sottocategoria di precari.
E’ bene ricordare che esistono oggi in Italia almeno tre categorie di precari:
1.     i precari abilitati, inseriti a pieno titolo nelle Graduatorie ad Esaurimento,
2.     i precari abilitati con corsi straordinari e abilitazioni europee (fuori da queste Graduatorie),
3.     i precari non abilitati.
Domani ad essi si aggiungeranno i precari abilitati con il TFA.
Tutti a litigare per spartirsi le briciole di un lavoro che viene sbandierato, tolto agli uni e dato agli altri, nella confusione più generale, a danno della continuità didattica e della qualità dell’insegnamento.
La scelta di aprire nuovi percorsi di abilitazione in una situazione di incertezza, senza la definizione completa dell’attività procedurale del reclutamento del personale docente, è solo una riposta limitata che, come tutte quelle date riguardo alle  questioni del precariato della scuola, rischia di rivelarsi controproducente dove, in genere,  le legittime aspettative di tutti corrono il serio pericolo di essere disattese. 
Si finisce così per mettere l’uno contro l’altro i lavoratori di uno dei settori più importanti del Paese, fondamentale per il futuro delle nuove generazioni.
Non si può infatti rendere sempre più precario il lavoro docente e pretendere poi di avere in cambio professionalità e passione.
In un momento di crisi economica come quello attuale, la scelta di investire nel sistema della scuola e della formazione rappresenta un controsenso rispetto alle scelte operate dal Governo italiano fin’ora il quale, col pretesto di premiare il merito e razionalizzare il settore, ha solo tagliato risorse e negato i diritti sia degli insegnanti che degli alunni.
La ricetta più semplice, a nostro avviso, sarebbe stata la seguente:
1.     assorbire il precariato già esistente nelle GaE,
2.     formare e selezionare esclusivamente i precari non abilitati con lungo servizio di insegnamento,  per valorizzare la loro esperienza e dare finalmente stabilità e dignità a queste persone,
3.     infine, aprire gradualmente nuove possibilità ai neolaureati nel quadro di una rivisitazione complessiva del Reclutamento, volta soprattutto a semplificare il sistema.
Sarebbe stato semplice,  ma questo Governo preferisce complicare i problemi invece di risolverli, pur di danneggiare i lavoratori precari, sfruttandoli solamente, e cedere ad oscure manovre di spartizione di numeri con i potentati universitari, sbandierandoli falsamente come futuri posti di lavoro.
Questa è la verità che non può essere smentita e questo è ciò che devono sapere tutti i giovani che sperano in questo lavoro e che rischiano di essere, ancora una volta, vergognosamente illusi.



Disponibilità di ciascuna università
http://www.tirocinioformativoattivo.it/notizie-dalle-universita/esaminiamo-le-disponibilita-di-ciascuna-universita