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giovedì 27 ottobre 2011

Attività motoria & Prevenzione

Da tempo, numerose rilevanze scientifiche hanno mostrato che l'attività fisica è un efficace strumento di prevenzione e cura di molte patologie e come tale deve rientrare nella strategia di intervento nei confronti sia di persone sane sia affette da svariate patologie croniche, al punto che l'esercizio fisico dovrebbe rientrare tra gli strumenti terapeutici a disposizione del mondo clinico per il trattamento di queste patologie.
Lo sviluppo di strategie che portino a un aumento della diffusione dell’attività fisica, attraverso l’attivazione di interventi di dimostrata efficacia, è un obiettivo di sanità pubblica che può essere raggiunto solo attraverso politiche sanitarie mirate, condivisione di obiettivi e individuazione delle responsabilità. Gli effetti positivi di una diffusa attività fisica a livello di comunità sono del resto evidenti sia a livello sociale che economico. La collettività ne trae giovamento non solo in termini di riduzione dei costi della sanità pubblica, di aumento della produttività, di miglior efficienza nelle scuole, di una riduzione dell’assenteismo sul lavoro, ma registrerebbe anche un aumento della partecipazione ad attività ricreative e relazionali.
 
Promuovere l’attività fisica è dunque un’azione di sanità pubblica prioritaria, spesso inserita nei piani e nella programmazione sanitaria in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, infatti, il programma Healthy People 2010 individua l’attività fisica come uno degli obiettivi di salute principali per il Paese. L’Unione europea nel Public Health Programme (2003-2008) propone progetti che supportano e promuovono l’attività fisica. In Italia, prima il Piano sanitario nazionale 2003-2005, che sottolinea l’importanza dell’attività fisica per la salute, poi anche il più recente Piano sanitario nazionale 2006-2008 affronta il tema della sedentarietà, in particolare dal punto di vista delle cause del diabete mellito.

Data la potenziale rilevanza numerica dei soggetti suscettibili a questo tipo di interventi, si evidenzia subito la necessità di affiancare alla figura del Medico Specialista in Medicina dello Sport ed a quella dei vari specialisti coinvolti caso per caso (Cardiologi, Diabetologi, Fisiatri, ecc.), la figura del laureato in Scienze delle attività motorie.

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