Si definisce frequenza cardiaca il numero di battiti che il cuore compie in un minuto o bpm (battiti per minuto). La frequenza varia in modo naturale a seconda sia dell’età sia dell’attività che si sta svolgendo, sia dell’allenamento fisico.
Esistono poi condizioni patologiche che aumentano o diminuiscono la frequenza dei battiti del cuore con conseguenze più o meno gravi.
Rispetto alle diverse età, sono da considerare normali i seguenti valori:
da 80 a 180 bpm per i neonati;
da 80 a 100 bpm per i bambini;
da 70 a 120 bpm per gli adolescenti;
da 60 a 90 bpm per gli adulti (con una minima differenza tra l’uomo e la donna),
La frequenza varia anche a seconda del momento della giornata (di notte ad esempio si abbassa, mentre si alza dopo mangiato), ma anche uno stress, un’emozione improvvisa e soprattutto l’attività fisica causano un aumento dei battiti del tutto fisiologico.
Per questo i valori andrebbero misurati a riposo: in questo caso, in media la frequenza cardiaca di un uomo è di circa 70 bpm e di circa 75 bpm nelle donne (fanno eccezione gli sportivi ben allenati che hanno quasi sempre un ritmo più basso), mentre nei neonati, la frequenza a riposo è di circa 130-150 bpm.
Quando la frequenza cardiaca scende al di sotto dei valori minimi considerati normali si parla di bradicardia, mentre si definisce tachicardia la situazione nella quale si riscontrano valori al di sopra di quelli massimi per ciascuna età.
Con un'attività fisica regolare e costante il cuore diventa più resistente e più efficiente. In più abbassa la frequenza cardiaca, cioé il polso (numero di battiti al minuto, bpm): la frequenza a riposo è di 60-70 battiti al minuto: ma con l'allenamento il numero delle pulsazioni diminuisce (bradicardia) che si traduce in una riduzione del rischio di sviluppare malattie cardizovascolari. Proprio un importante studio presentato alll'ultimo congresso europeo di cardiologia (Monaco, settembre 2008) – lo studio BEAUTIFUL – dimostra che la frequenza elevata è un indice prognostico negativo: “in pazienti con problemi cardiaci e con frequenza superiore ai 70 bpm aumenta il rischio di infarto del 37 per cento e il rischio di morte cardiovascolare del 30 per cento”.
Mantenendo la frequenza cardiaca a riposo di sotto di 70 bpm si guadagna in salute e anche in longevità. Il numero di battiti al minuto rappresentano infatti un vero orologio biologico: più elevata è la frequenza, minore è l'aspettativa di vita.
Monaco - Le evidenze scientifiche trovano conferma nei successi di alcuni grandi sportivi. Alex Schawazer, oro olimpico nei 50 km di marcia, 24 anni, 28 battiti al minuto.
"Tutta la mia famiglia presenta una frequenza cardiaca piuttosto bassa - spiega il campione - certo io, anche grazie all'allenamento, sono riuscito a ridurla a livelli davvero eccezionali". Quello di Alex e' infatti quasi un record: la media, in persone sane e' di 60-70 battiti. Fausto Coppi, "il campionissimo", ne aveva 40. Nel mondo animale la frequenza cardiaca sembra il vero "orologio biologico": piu' e' elevata, minore e' l'aspettativa di vita. Un ratto o un colibri' nell'arco della loro esistenza presentano gli stessi battiti cardiaci di una balena o di una tartaruga. Come se nascessero con un numero preordinato. C'e' chi li consuma subito (colibri' e ratto) e muore presto, c'e' chi ci mette piu' tempo (tartaruga e balena) e vive piu' a lungo.
L'uomo di oggi fa eccezione a questa regola: con i suoi 60 b/m (in media) dovrebbe morire intorno ai 20-30 anni. L'evoluzione della specie, l'elevato grado nella scala gerarchica biologica, ma soprattutto i progressi della civilizzazione e della medicina, hanno permesso di superare questo limite, ma rimane sempre una correlazione ancestrale tra frequenza cardiaca e durata dell'esistenza. Il campione delle ultime olimpiadi di Pechino e' stato intervistato in occasione del congresso europeo di cardiologia, in svolgimento a Monaco: Alex, sapevi che avere una bassa frequenza cardiaca "allunga" la vita? "No, questo proprio non lo sapevo. Dal punto di vista sportivo ovviamente ero a conoscenza che questa caratteristica mi permette un vantaggio competitivo rispetto ai miei avversari, soprattutto in una disciplina di resistenza come la mia. Ma non avevo mai pensato potesse essere anche un'alleata della mia salute. Ma come ci si sente con un cuore come il tuo? A 28 battiti sto benissimo, ho invece grosse difficolta' quando raggiungo il valore massimo, che per me e' 190. A questa soglia soffro parecchio e riesco a mantenere questi ritmi solo per brevissimi periodi. Sei noto per essere una buona forchetta: dieta mediterranea o continentale? "Mangio qualsiasi cosa mi si metta davanti! Certo pero' la cucina italiana ha una marcia in piu'". Poi il campione si rivolge ai giovani con un consiglio. "Fate sport perche' fa bene, vi aiuta a tenere sotto controllo fattori di rischio come la frequenza, ma soprattutto perche' e' bello. Anche i giovani dovrebbero ritrovare il gusto della fatica, che credo si sia un po' perso. L'atletica ad esempio e' molto varia, ognuno - a qualsiasi eta' - pu' trovare la disciplina che fa per lui e divertirsi. L'importante e' mettersi in gioco".
GRANDI ATLETI
Alex Schawazer, oro olimpico nei 50 km di marcia: 28 al minuto.
Fausto Coppim, ciclista: 42 al minuto.
Miguel Indurain, ciclista: 31 al minuto.
Marcello De Dorigo, fondista: 26 battiti al minuto.
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